Itria, a cavallo della sua moto, vede arrivare la processione e capisce che si tratta del pellegrinaggio che gli abitanti di Sinnai fanno ogni anno fino al Santuario. È un'immagine a lei famigliare, tante volte da bambina ha partecipato alle processioni sacre. Ricorda il pellegrinaggio che i suoi compaesani fanno ogni anno verso la chiesetta campestre, tra qualche settimana il rito si ripeterà.
Quel ricordo è riuscito a riportare un po' di tranquillità nel suo animo inquieto. Sono settimane che non riesce a lavorare, svolge le azioni quotidiane in maniera automatica, sempre di corsa tra un dovere e l'altro, e non riesce a trovare un attimo di pace per se stessa. Qualcosa di importante, che ha a che vedere con il suo percorso, le sfugge, e sente che deve fare qualcosa per recuperarlo al più presto. Sì. Ma cosa? Le parole del libro risuonano in un angolo della sua mente “cosa è accaduto alla mia voce-anima? Quali sono le ossa sepolte nella mia vita? Quand'è stata l'ultima volta che ho corso libera? Come posso far sì che la vita torni a essere viva?” Forse quella processione è un segnale, un indizio da cui ripartire per raccogliere le ossa della sua esistenza. Forse un po' di riposo in campagna, dalla sua famiglia, potrebbe aiutarla a trovare qualche risposta. Decide di rinviare alcuni impegni di lavoro, infila il libro che sta leggendo e qualche indumento dentro lo zaino, e si mette in viaggio verso la sua Trexenta.